L’otite è un’infiammazione o un’infezione dell’orecchio che può interessare zone diverse dell’apparato uditivo. Per questo motivo parlare genericamente di “otite” non è sufficiente: esistono infatti otite esterna, otite media e altre forme di infiammazione dell’orecchio, con sintomi, cause e trattamenti differenti. Quando hai finito la lettura ti consigliamo di tornare qui e leggere questo link alla guida completa sulla salute di naso gola orecchio.
Il sintomo più conosciuto è il dolore all’orecchio (otalgia), ma un’otite può provocare anche sensazione di orecchio tappato, riduzione dell’udito, secrezioni, prurito, febbre, acufeni e, in alcuni casi, vertigini.
Capire dove si trova l’infiammazione è quindi il primo passo per scegliere il trattamento corretto.
Che cos’è l’otite?
Con il termine otite si indica un processo infiammatorio che interessa una parte dell’orecchio.
A seconda della sede coinvolta si distinguono principalmente:
| Tipo di otite | Zona interessata | Sintomi più caratteristici |
|---|---|---|
| Otite esterna | Condotto uditivo esterno | Dolore, prurito, gonfiore, secrezioni |
| Otite media | Orecchio medio, dietro il timpano | Dolore, pressione, febbre, riduzione dell’udito |
| Otite media con effusione | Orecchio medio con presenza di liquido | Orecchio tappato, ipoacusia, spesso senza forte dolore |
| Otite cronica | Può coinvolgere persistentemente l’orecchio medio o esterno | Secrezioni ricorrenti, riduzione dell’udito, infiammazione persistente |
Otite esterna e otite media non sono la stessa cosa e non devono essere trattate automaticamente nello stesso modo.
Otite: quali sono i sintomi?
Il quadro clinico dipende dalla forma di otite e dall’età della persona.
I sintomi più frequenti possono comprendere:
- dolore all’orecchio;
- sensazione di orecchio tappato;
- riduzione dell’udito;
- prurito all’interno dell’orecchio;
- secrezioni dall’orecchio;
- febbre;
- sensazione di pressione nell’orecchio;
- acufeni;
- irritabilità nei bambini;
- difficoltà a dormire;
- nausea o vertigini nei casi in cui siano coinvolte strutture dell’equilibrio.
Risposta rapida
Il sintomo più tipico dell’otite è il dolore all’orecchio, ma la presenza di dolore non permette da sola di capire quale tipo di otite sia presente.
Per distinguere le diverse forme è necessaria una valutazione dell’orecchio, generalmente attraverso l’otoscopia.
Otite esterna: cos’è e quali sono i sintomi?
L’otite esterna interessa il condotto uditivo esterno, cioè il canale che porta verso il timpano.
È spesso chiamata anche “otite del nuotatore”, perché l’esposizione all’acqua e all’umidità può favorirne la comparsa.
L’otite esterna acuta è frequentemente di origine batterica e può comparire rapidamente. Un segno particolarmente caratteristico è il dolore provocato dal movimento del padiglione auricolare o del trago.
I sintomi dell’otite esterna possono comprendere:
- dolore all’interno dell’orecchio;
- dolore quando si tocca o si muove l’orecchio;
- prurito;
- arrossamento;
- gonfiore del condotto;
- secrezioni;
- sensazione di orecchio pieno;
- riduzione dell’udito se il condotto si restringe a causa dell’infiammazione.
Cosa può favorire l’otite esterna?
Tra i principali fattori predisponenti ci sono:
- nuoto e frequente esposizione all’acqua;
- umidità;
- uso scorretto di cotton fioc;
- graffi o piccoli traumi del condotto;
- inserimento di oggetti nell’orecchio;
- eccessiva rimozione del cerume;
- utilizzo di apparecchi acustici o auricolari in determinate condizioni;
- alcune patologie dermatologiche.
Il cerume, infatti, contribuisce alla protezione del condotto uditivo: pulire eccessivamente l’orecchio può favorire irritazioni e infezioni.
Otite media: cos’è?
L’otite media interessa l’orecchio medio, cioè la zona situata dietro il timpano.
È particolarmente frequente nei bambini, anche per caratteristiche anatomiche che rendono più facile la comunicazione tra naso, rinofaringe e orecchio medio.
L’otite media acuta può essere associata a infezioni delle vie respiratorie superiori e può avere origine virale, batterica o mista. Nei bambini molti episodi migliorano spontaneamente nel giro di alcuni giorni.
I sintomi più comuni sono:
- dolore all’orecchio;
- febbre;
- sensazione di pressione;
- riduzione dell’udito;
- irritabilità nei bambini;
- difficoltà a dormire;
- pianto o maggiore agitazione nei bambini piccoli;
- talvolta secrezione dall’orecchio se il timpano si perfora.
Otite nei bambini: perché è così frequente?
L’otite nei bambini è particolarmente comune.
Nei bambini piccoli, la conformazione e il funzionamento della tuba di Eustachio favoriscono la comparsa di problemi dell’orecchio medio, soprattutto durante o dopo infezioni delle vie respiratorie.
Un bambino con otite può non riuscire a spiegare chiaramente il dolore. Per questo è importante prestare attenzione a segnali come:
- pianto insolito;
- irritabilità;
- difficoltà a dormire;
- tendenza a toccarsi o tirarsi l’orecchio;
- febbre;
- riduzione della risposta ai suoni;
- perdita di appetito.
Tirarsi l’orecchio, però, non significa necessariamente avere un’otite. La diagnosi deve essere confermata attraverso la valutazione medica.
Otite negli adulti: è diversa da quella dei bambini?
L’otite può comparire anche negli adulti e non deve essere considerata esclusivamente una patologia pediatrica.
Nell’adulto, un dolore all’orecchio può avere diverse origini.
Oltre alle otiti, il dolore può infatti essere riferito da strutture vicine, per esempio:
- articolazione temporo-mandibolare;
- denti;
- gola;
- tonsille;
- faringe;
- problemi cervicali o muscolari.
Per questo motivo, soprattutto quando l’esame dell’orecchio è normale, il medico può ricercare cause diverse dall’otite.
Otite e raffreddore: quale collegamento esiste?
Otite e raffreddore possono essere collegati soprattutto nel caso dell’otite media.
Un’infezione delle vie respiratorie superiori può provocare infiammazione e alterazioni della ventilazione dell’orecchio medio.
Questo può favorire la presenza di liquido dietro il timpano e, in alcuni casi, lo sviluppo di un’infezione.
Avere il raffreddore, però, non significa automaticamente sviluppare un’otite.
Otite e acqua: perché il nuoto può favorire l’otite esterna?
L’acqua che rimane nel condotto uditivo può creare un ambiente umido favorevole all’otite esterna.
Il rischio aumenta soprattutto quando si associano:
acqua + umidità + irritazione del condotto + alterazione della barriera protettiva della pelle.
Per ridurre il rischio è utile:
- evitare di inserire oggetti nell’orecchio;
- non utilizzare cotton fioc in profondità;
- asciugare delicatamente l’orecchio dopo il bagno;
- evitare di irritare il condotto;
- seguire eventuali indicazioni preventive del medico in caso di episodi ricorrenti.
Otite e cotton fioc: possono peggiorare il problema?
Sì.
L’utilizzo aggressivo dei cotton fioc può provocare microtraumi della pelle del condotto, spingere il cerume più in profondità e alterare la naturale protezione dell’orecchio.
Il cotton fioc non dovrebbe essere utilizzato per pulire in profondità il condotto uditivo.
Se esiste un accumulo importante di cerume o il condotto è ostruito, è preferibile rivolgersi a un professionista sanitario.
Otite e perdita dell’udito
Un’otite può provocare una riduzione temporanea dell’udito.
Questo può avvenire, per esempio, quando:
- il condotto uditivo è gonfio nell’otite esterna;
- è presente liquido nell’orecchio medio;
- il timpano è infiammato;
- è presente secrezione;
- il sistema di trasmissione del suono è temporaneamente alterato.
Nella maggior parte dei casi il problema uditivo è reversibile quando viene risolta la causa, ma una perdita uditiva persistente deve essere valutata.
Otite e orecchio tappato: cosa significa?
La sensazione di orecchio tappato è molto comune e non indica necessariamente un’otite.
Può essere associata a:
- otite;
- presenza di liquido nell’orecchio medio;
- cerume;
- congestione delle vie respiratorie;
- disfunzione della tuba di Eustachio;
- variazioni di pressione;
- altre patologie dell’orecchio.
Se la sensazione persiste, soprattutto se associata a dolore, secrezioni, acufeni o riduzione dell’udito, è indicata una valutazione otorinolaringoiatrica.
Otite e febbre: quando preoccuparsi?
La febbre può accompagnare soprattutto alcune forme di otite media, in particolare nei bambini.
Non tutte le otiti, però, provocano febbre.
| Situazione | Cosa può indicare |
|---|---|
| Dolore senza febbre | Possibile otite esterna o altra causa |
| Dolore + febbre | Possibile infezione dell’orecchio medio o altra infezione |
| Dolore + secrezione | Necessaria valutazione del timpano e del condotto |
| Orecchio tappato senza dolore | Possibile liquido, cerume o alterazione della ventilazione |
| Dolore quando si tocca il padiglione | Più suggestivo per otite esterna |
| Febbre elevata + forte dolore + peggioramento | Necessaria valutazione medica |
La combinazione dei sintomi è più significativa del singolo sintomo.
Come si diagnostica l’otite?
La diagnosi dell’otite è principalmente clinica.
Il medico raccoglie la storia dei sintomi ed esamina l’orecchio.
L’esame più importante è generalmente l’otoscopia, che permette di osservare il condotto uditivo e il timpano.
In alcuni casi possono essere necessari ulteriori accertamenti, soprattutto quando sono presenti:
- perdita dell’udito persistente;
- otiti ricorrenti;
- secrezioni croniche;
- sospetto problema dell’orecchio medio;
- vertigini;
- acufeni;
- complicanze.
Tra gli eventuali approfondimenti possono rientrare:
- audiometria;
- timpanometria;
- esami vestibolari;
- ulteriori indagini specialistiche selezionate.
Otoscopia: perché è importante?
L’otoscopia permette di valutare direttamente:
- condotto uditivo;
- timpano;
- eventuali arrossamenti;
- gonfiore;
- secrezioni;
- presenza di liquido o alterazioni dietro il timpano;
- eventuali perforazioni.
È particolarmente importante perché otite esterna e otite media richiedono un approccio differente.
Non è quindi sufficiente sapere che “fa male l’orecchio”: occorre capire quale struttura è coinvolta.
Come si cura l’otite?
Il trattamento dell’otite dipende dalla forma, dalla gravità, dall’età, dai sintomi e dall’eventuale presenza di complicazioni.
Non tutte le otiti richiedono antibiotici.
Otite esterna
Nell’otite esterna non complicata, il trattamento è generalmente basato su terapie locali, secondo prescrizione medica, associate al controllo del dolore. Gli antibiotici per bocca non sono normalmente la prima scelta nelle forme non complicate.
Otite media
Nell’otite media acuta, soprattutto nei bambini, il medico valuta la gravità e l’andamento dei sintomi. Molti casi migliorano spontaneamente e non richiedono necessariamente antibiotici immediati.
Importante
Non bisogna utilizzare gocce auricolari o antibiotici autonomamente, soprattutto quando non si conosce lo stato del timpano.
In presenza di una perforazione timpanica o di un tubo di ventilazione, la scelta della terapia locale deve tenere conto della sicurezza per l’orecchio medio.
Quanto dura l’otite?
La durata dipende dal tipo di otite.
Nell’otite media acuta nei bambini, i sintomi spesso migliorano nell’arco di circa 3 giorni, anche se possono durare fino a una settimana.
L’otite esterna, invece, può migliorare con il trattamento appropriato nell’arco di alcuni giorni.
Se il dolore non migliora, peggiora o ritorna frequentemente, è opportuno rivalutare la diagnosi e il trattamento.
Otite: antibiotico sì o no?
Questa è una delle domande più frequenti.
La risposta è: dipende dal tipo di otite.
| Tipo di problema | Antibiotico? |
|---|---|
| Otite esterna non complicata | Generalmente terapia locale, non antibiotico orale |
| Otite media acuta | Dipende da età, gravità e quadro clinico |
| Otite con complicazioni | Può essere necessaria terapia sistemica |
| Infezione estesa oltre il condotto | Può richiedere antibiotico sistemico |
| Sintomi persistenti o ricorrenti | Necessaria rivalutazione medica |
Gli antibiotici devono essere utilizzati quando indicati dal medico, evitando il fai-da-te.
Cosa fare per il dolore all’orecchio?
Il controllo del dolore è una parte importante della gestione dell’otite.
A seconda dell’età e delle condizioni della persona, il medico può indicare un analgesico appropriato.
Nei bambini, il dosaggio dei farmaci deve essere stabilito in base all’età e/o al peso e alle indicazioni del professionista sanitario. NICE raccomanda analgesici come paracetamolo o ibuprofene per il dolore associato all’otite media acuta nei bambini, con dosaggio adeguato.
Rimedi per l’otite: cosa evitare?
Quando compare dolore all’orecchio è frequente cercare rimedi casalinghi.
È invece importante evitare:
- inserire cotton fioc in profondità;
- utilizzare oggetti per grattare il condotto;
- versare nell’orecchio sostanze non prescritte;
- utilizzare vecchie gocce auricolari rimaste da episodi precedenti;
- assumere antibiotici senza prescrizione;
- ignorare una perdita uditiva improvvisa;
- continuare a bagnare l’orecchio se è presente un problema del condotto o del timpano senza aver ricevuto indicazioni mediche.
Un rimedio naturale non è necessariamente un rimedio sicuro per l’orecchio.
Quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra?
Una visita otorinolaringoiatrica è indicata quando il dolore all’orecchio è persistente, ricorrente o associato ad altri sintomi.
È particolarmente importante rivolgersi allo specialista in presenza di:
- otiti frequenti;
- perdita dell’udito;
- secrezioni ricorrenti;
- acufeni persistenti;
- vertigini;
- perforazione del timpano;
- sintomi che non migliorano con il trattamento;
- sospetta otite cronica.
La valutazione ORL permette di identificare la sede dell’infiammazione e, quando necessario, completare il percorso diagnostico con esami dell’udito o dell’equilibrio.
Otite: quando è necessario rivolgersi rapidamente al medico?
Alcuni sintomi meritano una valutazione tempestiva.
⚠️ Attenzione soprattutto in caso di:
- forte dolore che peggiora rapidamente;
- febbre elevata associata a peggioramento generale;
- gonfiore o arrossamento dietro l’orecchio;
- padiglione auricolare spinto in avanti;
- secrezione abbondante o persistente;
- importante perdita dell’udito;
- vertigini intense;
- debolezza del volto;
- forte mal di testa associato a sintomi dell’orecchio;
- sintomi importanti in persone immunodepresse o con diabete.
In particolare, dolore intenso e persistente, secrezione e segni di estensione dell’infezione nei soggetti a rischio possono richiedere una valutazione urgente.
Infografica — Otite: come orientarsi dai sintomi

Come prevenire l’otite?
Non tutte le forme di otite possono essere prevenute, ma alcune misure possono ridurre il rischio.
Per proteggere il condotto uditivo:
- evitare di inserire cotton fioc o altri oggetti;
- non rimuovere eccessivamente il cerume;
- evitare traumi del condotto;
- mantenere una corretta igiene senza esagerare;
- prestare attenzione all’acqua dopo il nuoto;
- seguire le indicazioni del medico in caso di otiti ricorrenti;
- non utilizzare autonomamente gocce auricolari.
La prevenzione dell’otite esterna passa soprattutto dalla riduzione di umidità e traumi del condotto uditivo.
Otite ricorrente: perché ritorna?
Quando gli episodi di otite si ripetono, è importante non limitarsi a trattare ogni singolo episodio.
Il medico può valutare:
- anatomia dell’orecchio;
- funzionalità della tuba di Eustachio;
- presenza di liquido nell’orecchio medio;
- problemi uditivi;
- fattori ambientali;
- patologie respiratorie concomitanti;
- condizioni dermatologiche del condotto;
- eventuali fattori predisponenti.
In caso di episodi ricorrenti può essere indicata una valutazione otorinolaringoiatrica completa.
FAQ sull’otite
Come capire se è otite?
Dolore all’orecchio, sensazione di pressione, orecchio tappato, riduzione dell’udito, febbre o secrezioni possono essere compatibili con un’otite. Tuttavia, la diagnosi richiede l’esame dell’orecchio, generalmente attraverso l’otoscopia.
Quanto dura un’otite?
La durata varia in base alla forma. Nell’otite media acuta dei bambini i sintomi spesso migliorano in circa 3 giorni e possono durare fino a una settimana.
L’otite passa da sola?
Alcune forme, soprattutto alcune otiti medie acute nei bambini, possono migliorare spontaneamente. Questo non significa però che ogni dolore all’orecchio debba essere lasciato senza valutazione.
L’otite richiede sempre antibiotici?
No. Non tutte le otiti richiedono antibiotici. Il trattamento dipende dalla forma e dalla gravità. Nell’otite esterna non complicata, per esempio, la terapia locale è generalmente il trattamento iniziale.
Posso usare i cotton fioc se ho l’otite?
È preferibile evitarli, soprattutto in profondità. Possono irritare il condotto e peggiorare l’infiammazione.
Posso fare il bagno se ho l’otite?
Dipende dal tipo di otite e dalle condizioni del timpano. In presenza di otite esterna o perforazione timpanica il medico può consigliare di mantenere l’orecchio asciutto.
Otite e vertigini sono collegate?
Alcune patologie dell’orecchio possono influenzare anche il sistema vestibolare e provocare vertigini. Una vertigine importante associata a sintomi uditivi merita una valutazione specialistica.
Quando portare il bambino dal pediatra per il mal d’orecchio?
È opportuno far valutare il bambino quando il dolore è importante, compare febbre, i sintomi persistono o peggiorano, compare secrezione dall’orecchio o il bambino appare particolarmente abbattuto.
Sintesi clinica — Otite
L’otite è un’infiammazione o infezione dell’orecchio che può interessare il condotto uditivo esterno o l’orecchio medio.
Le forme più comuni sono otite esterna e otite media. L’otite esterna provoca frequentemente dolore, prurito e sensibilità al movimento del padiglione auricolare, mentre l’otite media può causare dolore, febbre, pressione e riduzione dell’udito.
La diagnosi viene effettuata principalmente attraverso visita medica e otoscopia. In alcuni casi possono essere necessari audiometria, timpanometria o ulteriori esami.
Non tutte le otiti richiedono antibiotici. Il trattamento dipende dalla causa, dalla sede dell’infezione, dall’età e dalla gravità dei sintomi.
Una valutazione otorinolaringoiatrica è particolarmente importante in caso di otiti ricorrenti, perdita dell’udito, secrezioni persistenti, vertigini o sintomi che non migliorano.
Conclusioni
L’otite non è un’unica malattia, ma un termine che comprende diverse condizioni dell’orecchio. Distinguere tra otite esterna, otite media e altre forme di infiammazione è fondamentale perché sintomi e trattamenti possono essere molto diversi.
Il dolore all’orecchio è il sintomo più conosciuto, ma orecchio tappato, perdita dell’udito, febbre, prurito, secrezioni, acufeni e vertigini possono fornire informazioni importanti sulla possibile origine del disturbo.
Soprattutto, non è corretto utilizzare automaticamente antibiotici o gocce auricolari per qualsiasi dolore all’orecchio: prima è necessario capire quale struttura è coinvolta e se il timpano è integro.
Quando il problema è persistente, ricorrente o associato a perdita dell’udito, secrezioni o disturbi dell’equilibrio, la visita otorinolaringoiatrica permette di arrivare a una diagnosi più precisa e impostare il trattamento più appropriato.
Disclaimer: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce una visita medica. In presenza di dolore all’orecchio persistente, febbre, secrezioni, perdita dell’udito, vertigini o sintomi ricorrenti è opportuno rivolgersi al medico o all’otorinolaringoiatra. In caso di sintomi intensi o improvvisi associati a un rapido peggioramento delle condizioni generali è necessaria una valutazione medica tempestiva.